PENSIERI RINCHIUSI - escono con il Covid-19

Resta In Casa PENSIERI RINCHIUSI

escono con il Covid-19

Non posso toccarti. Devo starti distante. Vorrei stringerti la mano e dirti che tutto andrà bene, ma posso farlo solo da qui. Ci sono tante cose che mi farebbe piacere tu sapessi, e ora che ho tempo - forzato, ma pur sempre tempo - mi accorgo che ho lasciato da parte pensieri importanti nei tempi passati, che ora mi si presentano e sembrano quasi sconosciuti. La frenesia della vita mi ha portato ad allontanarmi da quei piccoli dettagli che poi effettivamente contano, ed ora, che tutto il mondo ha premuto il tasto “pause”, non posso davvero più ignorarle. Lo so che questa situazione è difficile, direi storica, ma ti prego per 5 minuti di scordarti del Covid-19 e di ascoltarmi: so che ogni social che apri, ogni pagina di giornale, ogni programma tv, ci ricorda che siamo in pericolo, e si, la cosa ci spaventa…ma allo stesso tempo proviamo a vederci un’opportunità importante per fare chiarezza dentro di noi, ed affrontare quegli scheletri che generalmente chiudiamo nel sottoscala. Saranno anni che non te lo dico, ma è ora un’urgenza urlartelo: ti voglio bene. Mi sono accorta di come troppo spesso io abbia dato per scontata la nostra grande amicizia, lasciando che le erbacce del tempo coprissero quel fiore bellissimo che abbiamo coltivato assieme - in passato - annaffiandolo con i nostri segreti, confidandoci le nostre più grandi paure, sognando un futuro che ci vedeva sempre uno vicino all’altro. Ricordo quando l’unica cosa che ci interessava era passare tempo assieme, e davvero non importava se era dentro casa: ridevamo con niente, ci guardavamo negli occhi e ci capivamo al volo senza dover parlare, e anche se stavamo ai poli opposti di una stanza, ci conoscevamo così profondamente che sembrava di comunicare con la mente. Poi ti ho visto perderti. E mi sono trovata persa anche io. Il mondo si è perso, a dirla tutta. Eravamo così contenti all’inizio di poterci “riunire” telematicamente con persone non fisicamente vicine, che la cosa ci eccitava. Ma ora, ora che davvero dobbiamo stare distanti, un telefono non mi fa sentire il calore di una vicinanza che non c’è. Dove ci siamo lasciati? Non ho più segreti da raccontarti, e tanto meno ne hai tu. Ti vedo che metti un sacco di cose su quel social, da dove mangi a che cosa, quando vai al bagno, vedo perfino che ti pettini prima di farti un selfie: tu che vivevi alla ribalta e che di apparire non te ne fregava un bel niente. Ora mi ritrovo a chiedermi chi è quella persona - con il tuo nome - che si affaccia costantemente alla fotocamera del tuo smartphone. Non posso nemmeno raccontarti di qualche gossip che probabilmente ci avrebbe fatto ridere e parlare per ore e ore, perché tanto lo sai già. Anche quando non siamo li a postare, scrolliamo convulsamente. Ti voglio bene, e te ne voglio anche ora che fatico a riconoscerti. A dire il vero è da un po’ che sento questa fatica, ma l’ho sempre ignorata perché comunque vederti li - costantemente - mi faceva restare aggrappata a quello che so - per certo - che esiste dentro di te. Provi la stessa sensazione verso me? Mi manchi caro amico, e mi manchi cara amica. Quand’è stata l’ultima volta che hai letto un libro? Quand’è stata l’ultima volta che hai scritto, magari a mano, una lettera alla persona che ami? Quand’è stata l’ultima volta che hai cenato con i tuoi, in quella cucina che ricordo come fosse la mia, mangiando patate fritte e cotoletta? Quand’è stata l’ultima volta che ci siamo sentiti per telefono? Una chiamata normale, senza video, solo per dirci “oh, pirla, come va?” Questo Covid-19 mi ha spinto, di forza, a sfogliare il libro con su scritta la parola “Amicizia”, e chiedermi cosa ne è stato di lei. Com’è cambiata. Come abbia totalmente assunto un altro volto. Ora una pizza con te, non è: io-te-lapizza. È: io-inostricellulari-te-lapizza. Parliamo del nulla, perché fatichiamo a ricercare dentro di noi le emozioni più profonde, e i nostri occhi non guardano più nella stessa direzione - verso lontani orizzonti - , ma seguono il nostro capo, piegato costantemente verso il basso, che l’unico cielo stellato che riusciamo a scorgere è dentro ad una foto postata. Mi manchi. Profondamente. Noi che con il finestrino abbassato cantavamo a perdifiato, senza nessuna preoccupazione di doverci riprendere per mostrarci al mondo. Ora ci diciamo - mentendo a noi stessi - che è per salvare ricordi. Eppure io mi ricordo perfettamente di tutto il tempo assieme, anche senza quelle foto che non abbiamo mai scattato. Forse perché riesco ancora a provare quel senso di felicità che mi lega profondamente a un’istante. Sensazione che un’immagine ferma, o in movimento, non potrà mai render giustizia. A me, questo Covid-19 fa paura, ma in un certo qual senso riesco anche a sentirne una leggera gratitudine per avermi forzata a fare qualcosa che non avrei fatto mai: fermarmi. Rimango a casa, leggo, ascolto musica, e guardo dei film. Ma sopratutto: PENSO, RIFLETTO, IMMAGINO E SOGNO. Cose che, purtroppo, ho fatto troppo poco negli ultimi anni. Spero, che quando tutto ciò sarà finito, avremmo tempo e modo di ritrovarci e riunire i pezzi che sono andati sparsi, tornando a raccontarci quello che è nascosto dentro, che solo occhi che ci amano veramente riescono a vedere, magari anche capire. Nel frattempo, tu resta a casa, e anche se costretti a stare lontani ancora per un po’, ricordati che io ti penso tanto. Ti penso forte. A presto Amico mio. A presto Amica mia.

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