Dal sedile di un pullman

Un sedile Di pensieri, Scomodi.

DAL SEDILE DI UN PULLMAN.

Sono in pullman, seduta tra la scomodità del sedile e le nove ore che mi separano dalla destinazione. Non trovo pace, e neanche la musica mi rilassa: ho male ovunque.  Prendo in mano il telefono.  Apro Twitter.  E mi ritrovo davanti questo.  Sarà che certe cose le ho vissute, viste, provate in prima persona.  Sarà che il mio lavoro, che è anche e sopratutto la mia passione, mi porta spesso a voler provare ad essere un esempio per i più giovani.  Sarà che il cuscino non rende questo viaggio più confortevole. E Comincio a pensare. A pensare a quello che ho appena letto. Lungi da me dal giudicare l’allenatore, il padre, la figlia. Lungi da me dal giudicare scelte e metodologie, in quanto si dovrebbe aprire un discorso a parte. Quello che mi ha profondamente colpito é il: “Deve dire si si vengo domani e poi poco prima avvisare che ha la febbre.  Gli stronzi si combattono da stronzi.” Mi capita spesso di leggere commenti simili. Forse per questo mi ritrovo qui a scrivere: perché penso che si possa fare meglio di così, penso che i più giovani meritino più di una manciata di caratteri dove poter esprimere un pensiero così diretto e mal espresso. Penso che i ragazzi possano essere guidati da valori più profondi e veri. A volte credo non ci si renda conto che i Social siano il loro mondo, dove leggono, imparano, dicono la loro opinione. E deve essere anche un po’ il nostro mondo, dove passare loro messaggi che gli arrivino e, sopratutto, restino. Mi permetto così di dire che gli stronzi siamo noi, in primis, se non capiamo quanto importanti siano le parole che usiamo. Si può concordare o meno con il metro usato dal coach in questione, ma davvero non possiamo trovare un consiglio migliore del “chiama e di che hai la febbre”, o di “gli stronzi si combattono da stronzi”? Non so chi leggerà queste mie parole, se i più "vecchi" o i più giovani. Spero entrambe. Se sei giovane, e sei tra quelli a cui ogni tanto il coach chiede di scegliere tra una festa e lo sport che TU hai scelto di fare, quello che mi piacerebbe dirti è di prenderti le tue responsabilità. Lo so che sei giovane, e che la vita ti deve essere leggera: ma non è mai troppo presto per imparare ad ascoltarti e a fare delle scelte rispettose. Forse il coach ti sta mettendo davanti ad una scelta perché vede in te qualcosa, forse è solo “stronzo”, forse vuole insegnarti che se prendi un impegno (non solo con te stesso, ma in questo caso con tutta la squadra) devi far di tutto per rispettarlo. Non credere a chi ti dice che chi ti mette davanti alle scelte ti fa perdere la passione: io nella mia carriera ho sempre dato la colpa agli altri quando non sentivo il fuoco dentro, invece la colpa era solo mia. È vero: a volte certe persone fanno di tutto per testare i nostri sogni e le cose che ci piace fare, provano a metterci il bastone tra le ruote, ma poi ricordati che siamo noi stessi gli unici padroni, in questa terra, di ciò che ci sta più a cuore. Quindi lascia andare la paura, abbi coraggio: SCEGLI. Scegli bene. A volte un piccolo sacrificio ti rivelerà l’amore GRANDE che hai per qualcosa.  Ti prego, te lo chiedo per favore: stai lontano, lontanissimo, da chi ti dice di mentire.  Un giorno, avevo 15 anni e mi allenavo con la prima squadra, andai a casa dopo scuola e dissi alla mia mamma che non avevo voglia di andare ad allenarmi. Le chiesi di chiamare il coach e di dire che stavo male. Lei mi guardò e mi disse: “Chiamalo tu l’allenatore, e diglielo tu.”. Non chiamai. Andai ad allenarmi. E ora sono estremamente grata al fatto che mia madre mi mise davanti alla mia unica responsabilità in quel momento.  Forse oggi, senza quel ieri, non sarei chi sono ora. Forse mentire ti porterà alla festa di una sera, ma la Verità ti porterà molto molto più lontano. Credimi.  Sì, essere veri e sinceri è un gioco difficile, a volte pauroso, ma è anche l’unico che alla fine ti darà sempre una vittoria. So che ognuno ha esperienze di vita diverse. Ma ancora oggi, che sono più grande, non posso fare a meno di ringraziare tutti gli allenatori "stronzi" che mi hanno reso una PERSONA migliore. Ogni allenatore che mi ha messo davanti a delle scelte, mi ha reso una donna più consapevole, formandomi, spingendomi un po' più in la del limite. A volte è stato difficile, e quante volte ho pensato di mollare. In certi momenti ho continuato solo per il rispetto di un impegno che avevo preso con me stessa, e con chi giocava con me. Eppure senza quei momenti, non avrei mai imparato a tener duro per qualcosa a cui tenevo. Ma sopratutto non avrei mai saputo QUANTO CI TENEVO. Se tu che mi leggi, invece, sei genitore, mi sento di dirti grazie. Ormai sono anche io nell’età dove diventare madre è più vicino che al ricordarmi di com’ero a 13 anni, e comincio a rendermi conto come possa essere difficile il ruolo di pa' o di ma'. Specie in questa nuova era digitale. Da figlia, però, ti voglio chiedere di aiutarmi. I figli cresceranno, come sono cresciuta io, e prenderanno la loro strada. Immagino, e spero, che ogni genitore voglia solo il meglio per loro, e a volte credo che il meglio sia spingerli a vedere che il mondo regala poco, per questo è importante capire chi si è e su quali valori si vuole viaggiare.  E chi detta i nostri valori? VOI. Voi mamme, e voi papà.  Se si combattono gli stronzi facendo gli stronzi, si resta stronzi. E questo certamente suona male come valore da tramandare ai propri figli. Ho 31 anni, e le scelte che ho fatto a 13-14-15 anni mi hanno portato ad essere qui oggi: in un sedile che non sarà mai comodo, in un pullman che però mi porterà a giocare lo sport che amo. Se credi che io sia qui solo perché ti dicono che ho talento, non crederci. Sono qui perché ho scelto di volerci provare. Anche quando è stato difficile, anche quando non volevo, anche quando fare altro sarebbe stato - momentaneamente - più facile e divertente. A me, piace ricordarmelo con questa frase presa dalla Bibbia: “Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!”  Matteo 7: 13-14


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