La Linea Sottile

"Fra star

Bene e

Soffrire"

Fonte: Google Images

Sono quasi due settimane che non varco la soglia di casa mia per uscire, e da un momento all'altro mi sono trovata da sola in uno spazio che prima condividevo con Kim. Negli ultimi mesi ho pensato tanto a quello che sto per scrivere, ma non ho mai trovato la ragione per farlo: forse perché una parte di me si sentiva in difetto non avendo vissuto -ancora- in prima persona la quarantena fiduciaria di chi si prende il COVID19, e forse anche perché certi argomenti sono sempre molto delicati.

Non sono una psicologa, e non sono un medico dal camice bianco. Non ho nessuna laurea scientifica, e sicuramente la mia esperienza è diversa da quella delle altre milioni di persone che si sono dovute confrontare con questa bestia di virus: che non è solo una malattia che fa stare fisicamente male -chi più, chi meno; ma è anche una malattia che ti priva di quello che qualsiasi essere umano si nutre: la società.


Negli ultimi mesi mi sono spesso sentita scoraggiata dal fatto che non si riesca a percepire neanche all'orizzonte la linea del traguardo, e questa maratona che ormai ci vede correre da un anno comincia a stremare i corpi - le menti, e l'anima di ognuno di noi.

Ma questo già lo sappiamo. Questo credo sia appurato da tutti.


In queste due prime settimane di "reclusione" il mio pensiero è -spesso e volentieri- volato via: vivere questa cosa in prima persona mi ha portato vicino -con il cuore e la mente- a tutte quelle persone colpite più duramente. I primi giorni ho avuto febbre alta e la schiena a pezzi, fortunatamente questi son stati gli unici sintomi. Son stati giorni dove facevo la spola tra letto e divano, e ogni tanto pavimento -che mi dava una parvenza di benessere alle vertebre.


Mi sono chiesta, con il cuore in mano, come le persone più colpite affrontassero la solitudine costretta: la non possibilità di abbracciare forte i propri cari proprio nel momento più difficile, dove per combattere serve davvero quella spinta che arriva solo dall'amore.


Mi sono chiesta come bambini e bambine, ragazzi e ragazze, vivano questo periodo che sta cambiando tutti noi. E non so se in bene o in male, ma sarebbe davvero ipocrita negare l'impatto che tutto questo sta avendo sulla nostra quotidianità mentale.


Mi sono chiesta come genitori e nonni, privati magari della visita dei figli o nipoti, non si siano ancora seduti per terra per lasciarsi andare.


Così, scrivo questo pezzo. Nel silenzio della mia casa, che non ha rumori ma almeno è calda.

Scrivo perché ci sono giornate che vorrei restare nel letto, che non capisco esattamente il perché devo alzarmi. Ci sono giornate in cui il buio pesto sembra lì a un passo, e sembra chiamare il mio nome a gran voce. Ci sono giorni che sento che il mio cuore vuole disperatamente quella libertà immaginaria dello spazio che ci circonda.

Ma poi mi fermo.

Sono già ferma, nel letto, in quegli istanti.

Ma mi fermo: come se la mia mente fosse un vecchio mangia cassette, premo il tasto pausa a quei pensieri che fanno paura.

Li fermo, in maniera attiva. Decido io di fermarli.


Mi accorgo di avere scelta.


Mi accorgo che nella vita si ha quasi sempre la scelta. Quella che delinea la sottile linea tra lo "star fermi e subire", che sembra la stessa cosa -ma non lo è affatto.

Quando questi pensieri bussano prepotentemente alla mia porta -mi spavento molto: a volte ho così tanto timore di cadere tra le loro braccia scarne che mi si attiva quell'istinto di sopravvivenza che è guidato dalla consapevolezza che LA MIA VITA VALE.

E sarà così sempre.


Essere attivi, nei momenti di stallo, ti porta a scoprire nuove cose e nuovi orizzonti.

Ogni mattina, di queste due settimane passate, mi sono svegliata avendo un "piano del giorno". Un "programma"da seguire.

Non ho mai lasciato che venissi guidata dalle mie voglie, perché so che se lascio l'emozione prendersi le mie giornate, finirei a perderle sul divano, preda di uno scoramento e una noia che mi trascinerebbero dentro l'abisso del cuscino.

Anche quando tutto ciò che voglio fare -e vorrei fare- è stare a letto, m'impongo di alzarmi e prendere in mano le mie cose, le mie passioni, la mia gioia e entusiasmo nel scoprire cosa c'è in serbo per me.

Ho continuato ad allenarmi -seppure gradatamente; ho provato a mangiare il più sano possibile -concedendomi qualche sfizio, più per l'anima che per voglia; ho letto; mi sono iscritta a un corso online che era un po' che avevo in mente di fare; ho scritto molto nel mio quaderno nero.

E ho sempre pianificato: ogni sera, prima di andare a letto, mi scrivevo quello che avrei dovuto e voluto fare il giorno dopo, così al mio risveglio avevo sempre tante buone ragioni per farmi forza e tirarmi su.


Hai mai provato? Hai mai provato in un momento "difficile" a sederti la sera e pianificare quello che farai l'indomani? Credimi, provaci. Vedrai che al mattino, quando ti sveglierai, quel pezzo di carta ti verrà in mente immediatamente, e ti darà la spinta per liberarti dalle coperte.


Scrivere questo pezzo non solo mi fa sentire meno sola, ma mi fa anche condividere con voi qualcosa che magari può essere utile. Magari può darvi uno spunto. Magari vi viene voglia di scrivermi e condividere con me le vostre esperienze.


Pensare di essere rimasti soli, credere che le nostre azioni siano inutili e senza un fine ultimo, è davvero facile in questo periodo. Eppure dovremmo sempre provare a tenere a mente una cosa: la nostra vita è nostra. Nostra soltanto. Per quanto la vicinanza di chi ci è accanto e ci ama, riempia i nostri piccoli spazi vuoti, la vera gioia e il vero entusiasmo partono da noi stessi.


Anche l'uomo più amato e ricco del mondo si sentirà triste alla sera nel suo letto se, guardando alla sua giornata, saprà di averla sprecata.


Anche dentro pochi metri quadri di casa, con il mondo che fuori sembra correre e dimenticarsi della nostra esistenza, ci sono mille cose che una persona può fare per coricarsi la sera orgogliosa di sé.

E la più importante è forse anche quella che all'apparenza sembra più semplice, ma nella pratica diventa impresa difficile:

Prenditi cura di Te, e ricordarti che la tua vita è un dono meraviglioso.