Persone, dentro le loro maglie.

Ad Esempio: Essere Esempio.

PERSONE, DENTRO LE LORO MAGLIE.

Volevo scrivere d’altro per iniziare questo 2020. Avevo già scritto svariati paragrafi. Poi vedo questo post, che attira la mia attenzione. Che mi fa dire: “Wow”. Certo, c’è la faccia di un giocatore che stimo. Ma più di quello, c’è l’essenza di una Persona che ammiro. Così, sempre nel cuore della notte, ho cambiato idea. Il mio cervello ha cominciato a girare, mentre combattevo per fermare i pensieri ho capito che l’unico modo era dargli una forma: e la forma che so dargli io, è quella di scriverli. In realtà sono così tanti che scriverli tutti rischierebbe di fare un mix dal gusto indescrivibile. E decidere quali lasciare fuori un po’ mi scoccia. Ma come dici tu, Pippo: “Si diventa interessanti quando si ha qualcosa da dire. Cercate di diventare interessanti per chi vi è attorno, provate a fare di più.” Sarebbe bello se questa frase la cogliessero anche tutti i tuoi colleghi, e le mie colleghe. Se anche noi, aggrappati alla fortuna che abbiamo di fare qualcosa che amiamo profondamente, riuscissimo a capire - una volta per tutte - quanto impatto potremmo avere in chi ci guarda. Quanto la nostra importanza non sia solo legata a una coppa alla quale ambiamo, o al salario che percepiamo alla fine di ogni mese. Quanto più, invece, essa sia legata alla responsabilità che ci è messa addosso. Come atleti, ma sopratutto come Uomini o Donne. Mi sono fermata e chiesta quanti dei nostri colleghi siano interessanti. Quanti mettano a disposizione la loro esposizione e persona per rendere gli altri migliori. Per provare a far del bene. Credo che a molti non interessi, per altri forse è difficile trovare il canale comunicativo, altri invece lo fanno e basta. Ma cos’è interessante oggi giorno? Come possiamo diventare interessanti senza metterci delle maschere che ci daranno l’illusione di essere ascoltati? Io, amante dello sport, cerco in continuazione atleti che abbiano qualcosa da dire. Qualcosa che valga la pena di essere ascoltato.  Mi chiedo sempre, davanti ad una giocata spettacolare e ad articoli osannanti, chi sia la persona dentro a quella maglia.  Chi c’è dentro a quella pelle.  Chi si nasconde dietro quegli occhi.  Cos’ha quel giocatore/giocatrice da lasciarmi. Ho avuto modo, Pippo, di conoscere un sacco di giocatrici e giocatori con la nomea di campioni, che di campioni avevano poco, se non la dote atletica e il talento che non hanno mai ringraziato di avere. E li riconosci subito: sono quelli che l’unica cosa interessante che hanno, è ciò che sanno fare, lontani anni luci invece dal saper Essere. Da donna - e giocatrice - ho sempre ammirato quelli che si estraniavano dal contesto generale per perseguire i loro sogni, le loro passioni, le loro idee. Quelli che quando t’imbatti in un’intervista ci trovi dentro l’essenza e il coraggio di chi ha il piacere di essere se stesso: alcuni nonostante sbagli enormi, altri nella loro profonda semplicità. Sarebbe bello se tutti noi, atleti (e non), imparassimo cosa significhi diventare interessanti, ognuno nella sua unicità, ricercando non solo quello che siamo in grado di fare con la palla in mano, ma - e sopratutto - quello che siamo quando usciamo dalla palestra.  E poi, solo poi, offrirlo in modo autentico a tutti coloro che ci guardano e che avranno il piacere di vedere qualcosa di profondamente vero. Possiamo, in parte dobbiamo, provarci. Dobbiamo spingerci più in là per poter essere esempio a quel bambino che ci guarda, che vorrebbe essere come noi. A quella ragazza o ragazzo che sogna un giorno una vita come la nostra, e no, non per lo sport che facciamo, ma per chi siamo.  Come diceva una vecchia canzone "Più che apparire, scegli d'essere." Ora, alla fine di questa riflessione, ho capito perché la tua frase mi rimane impressa da quando l’ho letta.  E il motivo è molto semplice: perché sei tu.  Perché, anche se non ti conosco e non siamo migliori amici, io ci posso scommettere che tu sei esattamente come ti mostri. Che quello che dici in pubblico è uguale a quello che diresti in privato. Che sei vero. Ci sono persone che ti fanno venire voglia di essere migliore.  Che sono esempio.  Persone che semplicemente, SONO. Grazie Pippo.

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